Dall’ Elba alla Sardegna: a pesca con Raffaele Seiello (parte 2/3)

Le  giornate di pesca cominciano a scandire il loro ritmo: ci svegliamo verso le 7.30, colazione con Rosa e Salvatore, partecipi più che mai alla nostra preparazione e intanto arriva Marzio, scuro, scurissimo con tanti capelli ricci, di origini brasiliane, che comincia a caricare la macchina con grande attenzione ai particolari. C’è tutto: fucili, mute, piombi, il frigo, il ghiaccio, l’acqua saponata, quello da bere e il miele: possiamo andare. Passaggio obbligato dal benzinaio e via verso Calasetta dove è ormeggiato il gommone. Due battute mentre ci si cambia, ultimo sguardo alle previsioni meteo, via il superfluo e… molliamo gli ormeggi. Mano al preziosissimo GPS, e vai di strategia e intuizione. Dove andiamo? Fabio e Raffa scambiano alcune considerazioni, Marzio è a prua come un cavaliere delle onde…

Io ho gli occhi semi-socchiusi e vivo il mio sogno… si ride e si scherza, una battuta su questo e su quello…e boom… schianti pazzeschi su queste onde che sanno di oceano, ma il Sacs 5.30 motorizzato da un potente Yamaha 40/60 dicono egregiamente la loro opinione e si sanno spiegare anche molto bene! “Raffa” gli dico “Ti immagini su quanti pesci stiamo planando??”. Lui sorride…probabilmente conosce anche le pietre che sono lì sotto. Ad in tratto la situazione si fa più concitata, le pinne sono già ai piedi, i fucili pronti “200 metri dal punto” urla Raffa… il gommone rallenta…siamo agli ultimi preparativi…sembra un attimo prima di buttarsi con il paracadute da un aereo…

TrioPinne, maschera, guanti, orologio, coltello, ci siamo. “Dammi le quote dello scandaglio” – 26, 28, 30, 32, 29, 30, 31, 27 – “Rallenta!”
“50 metri al punto, 40, 30,20, 10”…cala il silenzio…” “L’abbiamo passato Tutti giù”. E il blu ti avvolge, con tutto il silenzio che questo mondo sa offrirti. Io Raffa e Fabio siamo vicini, per ora a vista e sopra Marzio a farci da sentinella. Siamo in sicurezza. Vedo Raffa prepararsi al tuffo e lo osservo. Le sue forme sembrano prolungarsi verso l’abisso che lo aspetta, che lo chiama. Gli ultimi respiri sono profondi e intensi prima di lasciare cadere il fucile e di lanciarsi al suo inseguimento.

Raffa planata

È lento…potente quasi da subito immobile…in caduta. I colori della sua muta deviano quasi immediatamente sul blu per poi scomparire… Osservo, felice di essere li in quel momento, solo. Mi preparo anche io per sentire quanto questo Mare vorrà accogliermi e magari conoscere qualcuna delle sue creature… Le prime discese sono dure lo ammetto; ho una stagione intensa alle spalle, per cui tanta acquaticità, ma le gambe sono stanche. La compensazione entra, ma non riesco a rilassarmi come vorrei. Poi, lentamente, comincio a fondermi con l’elemento acqua e a scendere riuscendo ad organizzare i pensieri a quote sempre più interessanti. Sento di stare bene attorno ai 25, 26 metri. Plano fino a 32/34 metri e cominciano i primi incontri degni di nota…
Carlo planataStagliati su promontori sommersi, ad insediare le castagnole in corrente i dentici non tardano a farsi vedere, ma non si avvicinano. I saraghi qui la fanno da padrone: fasciati, pizzuti, maggiori…che spettacolo! Sotto, lì sotto, dove Raffa si aggira indisturbato con una disinvoltura incredibile, le cernie giocano a nascondino con il sole, ma è il primo giorno, è ancora presto per me. Mi godrò più tardi le splendide immagini che ha catturato con la videocamera “Intrepida” della Pikotech, strumento che sembra nato proprio per le esigenze dei pescatori più agguerriti. Di tanto in tanto Marzio si avvicina cautamente, verificando eventuali necessità e mi aggiorna sulla situazione frigo a bordo; i ragazzi si stanno dando da fare ed ad un tratto anche io comincio a dare il mio contributo! Il primo sarago viene in fiocinato, vittima della sua curiosità e del mio agguato andato a buon fine; gioisco!!! Ho rotto l’incantesimo. Raffa mi guarda sornione dal profondo della sua esperienza, di quel suo tempo senza respiro… Funziona, inutile dirlo, quando catturi la prima preda, tutto sembra andare meglio e allora i tempi si allungano, il diaframma è più tranquillo, deglutisci meno e… i pesci arrivano e come se arrivano! Mi capita ad un tratto durante una discesa e di trovarmi casualmente fianco a fianco con Raffa.
Raffa appostamentoScendiamo silenziosi a spirali che sembrano non voler finire mai; gli sguardi si incrociano durante queste serpentine che si proiettano nell’abisso, poi veniamo letteralmente travolti da fiumi di castagnole che arrivano ad oscurare la vista. Le nostre sagome scompaiono fra le rocce: siamo presenze silenziose, apparentemente inoffensive, complici in un aspetto, sincronizzate nell’agguato, spietati nella cattura… E arriva anche la mia prima cernia!! La soddisfazione è tanta, la tenacia anche. Dopo ogni tuffo un lungo recupero è d’obbligo, dapprima per ristabilire un respiro normale e poi con lunghe espirazioni non forzate per abbattere il ritmo cardiaco e decarbonizzare quanto è necessario. Ogni capovolta è preceduta da quell’ultimo respiro che è sempre come l’ultimo timbro su un biglietto per un viaggio sempre uguale e sempre diverso. E ancora giù…il pelo dell’acqua riflette la mia immagine verso il fondo, separando allo stesso tempo la vita respirata da quella sommersa.
…to be continued
castagnole

Carlo Boscia

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